Shalom Harlow hires here
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pronto? ehm… pronto, dimitri?
dimitri, non sento molto bene… ti dispiacerebbe abbassare un po’ il giradischi?
ah, adesso è molto meglio, sì…
eh… sì… bene, ti sento alla perfezione, dimitri. la voce mi arriva chiara e senza il minimo disturbo.
anch’io non sono disturbato, vero?
bene, bene… allora vuol dire che nè io nè te siamo disturbati… bene.
è una bella cosa che tu stia bene, e anch’io. sono dello stesso parere, è bello stare bene.
bene… senti un po’, dimitri…
ti ricordi che noi… noi abbiamo sempre parlato di questa possibilità che succedesse qualche inconveniente con la bomba…
la bomba, dimitri…
la bomba all’idrogeno… beh, insomma, è successo questo: uno dei nostri comandanti di base ha avuto come… beh… insomma, gli è girato il boccino…
beh, sai, è diventato un po’ strano e… insomma, ha fatto una sciocchezuola…
ecco adesso ti dico cos’ha fatto: ha ordinato ai suoi aerei… di venirvi a bombardare…
ma lasciami finire, dimitri…
e lasciami finire, dimitri…
ma cosa credi, che io mi stia divertendo? tu te l’immagini quello che sto passando io, dimitri?
e sennò perché t’avrei telefonato? per dirti “ciao”?
certo che mi fa piacere parlarti!
mi fa molto, moltissimo piacere! non adesso, però! un’altra volta… adesso t’ho chiamato per dirti che è successo qualcosa di veramente terribile…
è una telefonata amichevole, sicuro che è amichevole…
senti, se non fosse amichevole non te l’avrei fatta proprio…
no… i nostri bombardieri non raggiungeranno gli obiettivi prima di un’ora…
sì, ma…
io dico sul serio, dimitri!
ma ne ho già discusso col tuo ambasciatore, non è uno stratagemma, te lo giuro…
eh, adesso ti dico: noi vogliamo dare al vostro stato maggiore tutte le notizie riguardanti le rotte, i bersagli e il sistema di difesa dei nostri bombardieri…
e certo, beh, è naturale… se non ci riesce di richiamare gli aerei, mi pare… mi pare che sia… beh, insomma, vi dobbiamo aiutare ad abbatterli, dimitri.
ma lo so che sono i nostri…
va bene, ma allora chi dobbiamo chiamare? no, dico, chi è che dobbiamo chiama-…
il popolo?!
no, scusami, non si è capito molto bene…
il quartier generale della difesa aerea del popolo…
e dove sta, dimitri?
a donsk?
bene. sì. ah, li vuoi avvisare tu? aha… senti, ce l’avresti il numero di telefono lì?
eh, beh, va bene, lo chiederò all’ufficio informazioni di onsk… ehm… uhm…
dispiace anche a me, dimitri…
mi dispiace molto…
va bene, dispiace più a te che a me però dispiace anche a me…
a me dispiace quanto a te, dimitri, non dire che a te dispiace più che a me, perché io ho il diritto di essere dispiaciuto quanto lo sei tu, nè più ne meno…
ci dispiace ugualmente, va bene?
d’accordo…
qualcosa che fa ridere (via Kelebek a cura di Miguel Martinez)
“E qui arriviamo alle mamme italiane. Il bambino non fa altro che sforzarsi di provare tutte le combinazioni fino a giungere ad un grido , o ad un gesto, che porti la madre al cedimento. E questo perche’ ha formato una strategia di vita che consiste esattamente in questo: trovare il modo giusto di piangere.
In questo non farete fatica a riconoscere l’atteggiamento tipico dell’italiano che si lamenta ma non fa nulla. Che cosa sta facendo questo italiano? Sta piangendo. Sta piangendo perche’ vuole che una mamma arrivi e gli dia la tetta. Qual’e’ la strategia del bambino? Fare in modo che il pianto sia insopportabile e responsabilizzi chi lo ascolta, appoggiando su di lui la responsabilita’: e non e’ altro se non quello che il nostro bamboccio piagnucoloso fara’.
”
I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, 30 e 31; sono considerati i giorni più freddi dell’inverno.
Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.
Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po’, infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31. Sempre secondo la leggenda, se i Giorni della Merla sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà in ritardo.
Cryonics Calculator e’ un semplice programma in Excel (pardon, Google Docs!) che permette di stimare le probabilita’ di rianimazione in seguito a sospensione crionica (ibernazione umana). Basta inserire una serie di dati e stime (eta’ corrente, eta’ stimata al momento della “deanimazione”, etc) e il programma calcola la probabilita’ che il “viaggio nel futuro” si concluda bene per il crionauta in questione. Si noti che questo e’ solo uno strumento per esplorare vari scenari alternativi e che non promette assolutamente previsioni certe! Il vostro input e’ fondamentale nel determinare i risultati e, a seconda di quanto ritenete probabili varie possibilita’, la probabilita’ di successo cambiera’ significativamente. Le conclusioni dell’autore, dopo aver “giocato” con vari scenari, sono che per poter sperare in una futura rianimazione i rischi pratico-logistici durante l’ibernazione, quali incendi o fallimento dell’organizzazione crionica, etc, devono essere mantenuti molto bassi e che le tecnologie necessarie alla rianimazione dovranno essere ottenute nell’arco di un secolo e non di molti. La lezione che l’autore ha ricavato dai suoi vari esperimenti e’ che la priorita’ per il movimento crionico sia quella di rendere le proprie organizzazioni il piu’ sicure e robuste possibile, spingendo allo stesso tempo la ricerca nelle tecnologie di sospensione e di rianimazione.
“Quando gli americani sentono in un convegno un relatore con idee molto innovative lo assumono, quando gli italiani sentono in un convegno un relatore con idee molto innovative lo boicottano affinchè non metta a rischio lo status quo.”